Dolcetto o scherzetto? Un bel fico secco!

Su certe cose non si scherza

Chi mi conosce sa che non sono certo un “bacchettone” e ho larghe vedute su tanti argomenti. Ma su alcune cose, da uomo, da cristiano (e soprattutto da prete) non posso lasciar correre.

Chiunque sia genitore avrà detto almeno una volta a suo figlio: «su certe cose non si scherza!». E sicuramente sarà successo in un momento in cui il figlio – pensando di essere simpatico e divertente – aveva intavolato un racconto su qualcosa di serio usando però toni canzonatori e da burla.

Che ne so? Come quando si racconta una barzelletta ridicolizzando Gesù, o la Madonna, o i Santi… O come quando si accenna al tema della morte in modo giocoso e irrispettoso…

Ecco. Quando un cristiano, aprendo la porta di casa, si trova di fronte dei bambini mascherati da streghe, scheletri o altri mostri che chiedono «dolcetto o scherzetto?», pur accogliendoli con gentilezza, dovrebbe rispondere: «su certe cose non si scherza!».

Ma, soprattutto, un genitore cristiano dovrebbe scoraggiare i suoi figli a festeggiare questa ricorrenza. Perché? Ve lo spiego.

Halloween non è un secondo carnevale

Ormai Halloween è considerata una specie di secondo carnevale, diverso solo perché il tema delle maschere non è libero ma deve restare sul macabro. Molti credono che sia collegata alle feste cristiane dei Santi e dei Morti, come il carnevale è legato alla Quaresima, ma non è così. Se c’è un significato religioso, esso è certamente negativo.

L’origine culturale è antica e affonda le sue radici al tempo dei druidi, la casta sacerdotale dei Celti (popolazione indoeuropea di cui si hanno notizie a partire dall’età del ferro e che si espanse soprattutto verso il 4°-3° secolo a.C.).

Nella notte di Samhain, attorno al 31 ottobre, si celebrava il passaggio dalla stagione estiva a quella invernale (metafora del passaggio dalla vita alla morte) e quindi la sconfitta del dio della luce.

I Celti credevano che in quella notte le anime dei defunti tornassero in vita per partecipare a riti orgiastici e banchettare assieme ai vivi, che – per l’occasione – si mascheravano con pelli di animali uccisi apposta. I drudi portavano lanterne fatte con rape svuotate e illuminate internamente con candele ricavate dal grasso degli animali sacrificati, e passavano di casa in casa a raccogliere offerte per tener buoni gli spiriti maligni.

La porta delle case era lasciata socchiusa, col fuoco acceso e la tavola imbandita per accogliere i defunti. Chi si fosse rifiutato di partecipare all’offerta sarebbe stato maledetto.

Siam proprio sicuri che sia solo un innocuo scherzetto?

Questo è il significato originario dell’attuale «trick or treat?» (“trucco o offerta?”, “dolcetto o scherzetto?”): in realtà significava “sacrificio o maledizione”.

I Celti non credevano alla risurrezione, ma nella reincarnazione, e avevano un rapporto di paura e superstizione nei confronti dell’aldilà.

Un tentativo fallito

La Chiesa cattolica, nella sua opera di evangelizzazione dell’Europa, tentò di “cristianizzare” anche queste tradizioni, come già aveva fatto nel 4° secolo per il Natale (che è la trasformazione cristiana della festa pagana del “Sol invictus”, in occasione del solstizio d’inverno).

Quando Papa Gregorio IV istituì la festività del 1° novembre chiamandola “Giorno di tutti i Santi” (All Saints, oppure All Hallows Day), perché fosse celebrata come festa cristiana al posto del giorno delle streghe, sperò di riuscire a cancellare Samhain, ma fallì nel suo intento perché, soprattutto in ambiente irlandese, la subcultura celtica non si cancellò mai completamente, e si creò una sorta di sincretismo tra il cristianesimo e il persistere di antiche credenze e superstizioni che rimasero sempre vitali.

Una festa “colonizzatrice”

nightmareQuando nel 1621 alcune famiglie inglesi salpate alla volta del nuovo mondo in cerca di migliori speranze misero piede sulle coste americane (in quello che sarà poi il New England), si affermò un rigido contesto protestante che aveva abolito molte delle festività religiose cattoliche; tra le tante anche Ognissanti. Di conseguenza All Hallows (ormai divenuto Halloween) fu spogliata di ogni riferimento religioso e si tramutò sempre più in una semplice “festa di pese”, legata ai valori contadini che seguivano il ritmo delle stagioni.

Le diverse comunità organizzavano giochi ed eventi pubblici: si ballava, si cantava, si raccontavano storie di fantasmi.

A fine del 1800, con l’arrivo di nuovi emigranti dall’Irlanda (di fede cattolica ma “imbevuta” delle antiche superstizioni celtiche), la ricorrenza si diffuse su tutto il territorio americano, arricchendosi sempre più di tratti misteriosi e horror.

Negli anni ‘20-30 del Novecento, Halloween era ormai per tutta l’America una festa laica, risultato della mescolanza di folklore, credenze, religione e superstizione che il consumismo prese al balzo come occasione di lucro, soprattutto dagli anni ’50 col picco delle nascite, puntando sul coinvolgimento dei bambini.

E, come tutte le mode americane, è sbarcata ultimamente anche in Europa e in Italia.

Il denaro è sempre lo sterco del demonio

Ma è del consumismo che noi cristiani dobbiamo preoccuparci? Del fatto che la festa dei Santi (come il Natale e tante altre) sia diventata ormai solo un fenomeno commerciale?

No. Il problema è ben più serio.

Testimonianze di ex affiliati a sette sataniche (poi pentiti) attestano di come la ricorrenza di Halloween sia stata da tempo adottata dai satanisti come la data più importante del calendario esoterico, essendo per loro il Capodanno, il compleanno di Lucifero, e l’occasione per adescare adepti.

Inchieste di Polizia in tutto il mondo hanno svelato come in quella notte, mentre ingenui ragazzi si illudono di divertirsi innocentemente e allegramente in un gioco in maschera, gli occultisti compiano riti sacrileghi e disumani, profanando cimiteri, sacrificando animali, uccidendo neonati, compiendo messe nere, nascondendo droghe e veleno nei dolci e nella frutta che regalano ai bambini.

Riconoscere un satanista è molto difficile, perché vi appartengono politici, artisti, funzionari pubblici e imprenditori di prestigio. E proprio le più potenti lobbies hanno interessi non solo economici, ma soprattutto occulti, nel favorire il diffondersi a macchia d’olio di questa festa come fosse un’allegra mascherata dell’orrore, proprio per nascondere ciò che vi sta dietro, e anche adescare i più giovani, solleticando la loro naturale curiosità verso tutto ciò che è misterioso e proibito.

Un pericolo serio per la nostra fede

Halloween oggi è l’anti-culto cristiano: un invito ad abitare il mondo dei mostri, in amicizia con anime inquiete e terrificanti intrappolate sulla soglia tra i due mondi, a divertirsi con figure della fantasia horror e demoni del male, invece che cercare la comunicazione con gli angeli della luce e con i Santi, testimoni della gioia e dell’amore di Dio.

Quando il mostruoso è considerato piacevole, il terrificante è divertente, l’orrido è appagante, cade il confine tra il bene e il male, e si spalanca un portone sul baratro mortale.

Il principe del Male attira nella sua trappola eserciti di giovani e adolescenti perlopiù inconsapevoli, con il piacere del macabro e del mostruoso e dissacrando il senso umano e cristiano della morte.

La festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti sono, invece, l’occasione per riflettere sul mistero della morte nella prospettiva della Resurrezione, come nascita all’immortalità, dove coloro che hanno agito secondo la volontà di Dio e alla luce del suo Amore, potranno vivere la pienezza della gioia eterna.

Che fare, in concreto?

OgnissantiÈ necessario, anzi, urgente, recuperare e promuovere una cultura della vita, che, con la sua bellezza, offra esempi e modelli di speranza ai molti immersi in quella che Papa Francesco ha definito una «cultura di morte» ormai imperante, di cui Halloween è uno strumento e una manifestazione.

Questo fenomeno è ambiguo, subdolo, pericoloso, e va oltre il business commerciale di cui si serve.

Se è vero che non è il caso di vedere il diavolo dappertutto (anche dove non c’è) è altrettanto pericoloso banalizzare e relativizzare ciò che invece può essere l’apripista ad un mondo molto pericoloso.

L’azione di sensibilizzazione critica consiste anche nel valorizzare l’alternativa cristiana ad Halloween: la festa di Ognissanti, così come la luce è la bella alternativa al buio.

Non fantasmi, zombie, vampiri, mostriciattoli, ma gli splendidi volti dei Santi, persone realmente esistite, persone eroiche che hanno dato la vita nella storia della cristianità, con la capacità di cambiare gli eventi della storia nella direzione del bene.

 

Per approfondire un tema così delicato, che non si può certo trattare in due paginette, vi consiglio di leggere Halloween. Lo scherzetto del diavolo, un bel libretto di don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista della Comunità Papa Giovanni XXIII (fondata da don Oreste Benzi).