Categoria: Omelie

Riflessioni a partire dalla Parola di Dio della Liturgia

Chiamati a diventare padri

24a Domenica del Tempo Ordinario – Essere perfetti come il Padre celeste passa attraverso l’essere anzitutto padre. Solo chi è davvero padre (o madre) può cercare di entrare nel cuore di Dio e capire cosa lo spinge ad amarci così, senza misura. La misericordia è una qualità tipicamente divina, che solo diventando genitori (ovvero “generatori di vita”) si può sperimentare dalla parte di chi dona. Con queste parabole Gesù ci dice che non potremo mai capire e accettare la misericordia di Dio da figli perdonati se non diventeremo contemporaneamente padri e madri che amano senza misura. Per sentirci figli di quel Padre che è Dio dobbiamo crescere fino a diventare padri e madri al modo di Dio.

Miserevoli opere incompiute?

23a Domenica del Tempo Ordinario – Per seguire Gesù è necessario mettere in campo un amore totalmente “Altro”, che potremmo definire “disumano”, nel senso che è divino. Solo Dio è capace di amare così. Egli è l’unico che può chiedere tutto, perché il suo è un Amore che dà tutto e ha già dato tutto. Finché non saremo disposti ad amare così, rimarremo sempre e solo delle “opere incompiute”.

Sulla tua parola…

Quella di Madre Teresa (come quella dell’apostolo Pietro e di tutti i Santi) è una vocazione che parte dalla consapevolezza che Dio viene a cercarti proprio dove meno te lo aspetti: nel bel mezzo delle tue miserie e dei tuoi fallimenti. Da lì Egli ti risolleva e ti sceglie come Suo prezioso strumento di Amore.

La speciale classifica di Dio

22a Domenica del Tempo Ordinario – La vera umiltà non è abbassare fintamente se stessi, ma innalzare gli altri, riconoscendo in essi la dignità originaria di figli amati da Dio. Abbassarsi e rendersi umili come ha fatto Gesù è possibile solo innalzando e mettendo al primo posto gli altri, secondo quella classifica – così unica e speciale – di Dio: «gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»

Se hai un Patrono così…

S.Alessandro martire, Patrono della Città e della Diocesi di Bergamo. Patrono è colui che sceglie di sua spontanea volontà di agire da padre e protettore per te, anche se non lo è e non lo meriteresti. Cosa devono fare i figli verso il loro padre? Obbedirgli, imparare da lui, imitarlo, renderlo orgoglioso… Così dovrebbe accadere anche da parte dei figli spirituali verso il loro Patrono. Ma se come patrono si ha un martire?

Felice l’uomo che è corretto da Dio

21a Domenica del Tempo Ordinario – Saper accettare rimproveri e correzioni richiede grande umiltà. Ma anche saper correggere richiede umiltà. E gentilezza. Altrimenti, invece di correggere, umiliamo le persone. Come la mamma e il papà che rimproverano o mettono in guardia il loro bambino perché lo amano, e non vogliono che si faccia male. Così fa Dio con noi.