Assunzione della Beata Vergine Maria

Ap 11,19; 12,1-6.10; Sal 45; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-56

Il dogma dell’Assunzione proclamato da Pio XII il 1° novembre 1950 ci fa professare con fede certa, assieme a tutta la Chiesa, che Maria ha ricevuto – prima fra tutte le creature – il dono di essere annoverata tra i Santi del cielo con anima e corpo.

Penso allora che sia fruttuoso partire dalla solennità dell’Assunzione per riflettere sul nostro destino eterno, e in particolare sulla fede nella risurrezione della carne.

«In nessun altro argomento la fede cristiana incontra tanta opposizione come a proposito della risurrezione della carne». Si accetta abbastanza facilmente che, dopo la morte, la vita della persona umana continui in un modo spirituale. Ma come credere che questo corpo, la cui mortalità è tanto evidente, possa risorgere per la vita eterna? (Catechismo della Chiesa Cattolica, 996).

In effetti è proprio qualcosa di misterioso, e la Bibbia ci tratteggia solo degli schizzi di quello che saremo una volta risorti anche nel nostro corpo glorioso l’ultimo giorno. Ce li fa presagire con i racconti delle apparizioni del Risorto ai suoi, con i tentativi di Paolo di rispondere alle numerose e imbarazzanti domande che gli venivano poste sull’argomento (v. 1Cor 15,35-37.42.52-53).

Un mistero che affascina

L’argomento è affascinante. Almeno per me…

La prima volta che mi è capitato di pormi la questione mi sono subito detto, come prima conclusione, che non mi sarebbe mai piaciuto vivere come un “puro spiritello” nei cieli… perché, per quanto la nostra corporeità ci dia un sacco di noie e fastidi, fatica, malattie, dolori, essa è però il tramite di tutto ciò che siamo, delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti più profondi. Vi riuscireste ad immaginare il sorriso della persona che amate e sapere che non potete risponderle con un abbraccio perché non ha un corpo?!

E poi mi sono subito detto che se il Signore ci aveva creati col corpo questa non poteva e non doveva essere una scelta temporanea, in attesa di togliercelo poi nel suo Regno… che scherzo era?

E se ci aveva creati a sua immagine e somiglianza, ciò voleva dire che forse, in maniera misteriosa e per noi incomprensibile, anche Lui ha un corpo…

E se Gesù quando ha scelto di mostrarci il volto del Padre l’ha fatto assumendo un corpo non poteva essere solo un “accidente” o il male minore…

E se con la Risurrezione l’ha ripreso con sé in maniera gloriosa a quel corpo ci teneva!

E se nell’Ascensione è salito al Cielo con quel corpo, allora in Paradiso c’è posto per i corpi!

Che corpo avremo in Paradiso?

Certo, il pensiero poi di come sarà il nostro corpo quando risusciterà con noi, se vecchio o giovane, grande o piccolo, mutilato o perfetto, mette un po’ in crisi…

Ma anche lì ho messo in pace la mia anima leggendo con pazienza i racconti della Trasfigurazione e delle apparizioni di Gesù Risorto ai suoi… con un corpo che parla sì di quello che è stato e ha vissuto (porta i segni della passione) ma è tanto glorioso che si fa fatica a riconoscerlo, perché non soggiace più alle dure e dolorose leggi della nostra natura mortale (entra addirittura nel Cenacolo a porte chiuse o si mostra in luoghi diversi nello stesso momento).

Un dono da rispettare  e custodire

Ecco allora il motivo di tutta la dottrina cristiana sul rispetto del proprio corpo come dono altissimo da custodire con amore e con cura, in particolare quando soffre:

Nell’attesa di quel giorno, il corpo e l’anima del credente già partecipano alla dignità di essere «in Cristo»; di qui l’esigenza di rispetto verso il proprio corpo, ma anche verso quello degli altri, particolarmente quando soffre: «Il corpo è per il Signore e il Signore è per il corpo. Dio poi che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? […] Non appartenete a voi stessi. […] Glorificate dunque Dio nel vostro corpo (1Cor 6,13-15.19-20) (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1004)

Ecco, ho voluto condividere alcune emozioni interiori che mi muovono il cuore e l’animo quando mi intrattengo su questo aspetto della nostra fede… e nonostante tutti gli studi di teologia fatti e le continue letture, l’argomento mi affascina sempre e mi fa sentire forte che Dio ci chiama in Cristo a qualcosa di grande e straordinario…

E ringrazio Maria che con la sua esperienza di creatura già risorta in anima e corpo tiene vivo questo desiderio ineffabile in noi.

 

P.S.: Consiglio tuttavia di approfondire tutti l’argomento anche solo leggendo cosa ne dice il Catechismo della Chiesa Cattolica.