videosorveglianza

Dio ti vede! …no, ti sorveglia

Al giorno d’oggi Dio è assimilato al “Grande Fratello”, un “impiccione” che ci tiene d’occhio ed entra nei meandri più segreti e intimi della nostra vita. Se abbiamo questa immagine di Dio è dura credere. Questo non è un Padre, ma un padrone, un controllore esigente e inflessibile. Ma Gesù ci ha chiesto di tornare ad essere come i bambini proprio per tornare a sentire Dio come un Padre, un papà, amorevole e attento, così che i loro bambini non si facciano male, e – una volta cresciuti – non facciano del male a nessuno.

Un piccolo pettirosso nella neve

Dio sceglie i piccoli

Martedì della 2a settimana, Sant’Agnese – Non dobbiamo fare sempre l’errore di pensare che la santità sia un’altissima montagna da scalare con il solo aiuto delle nostre forze. La santità è anzitutto dono di Dio, che scegli i piccoli, i deboli, i poveri, i più improbabili. E forse la montagna più difficile da scalare per noi e proprio quella dell’umiltà.

Giovanni Battista indica l'Agnello di Dio

Tutti col dito puntato

2a Domenica del Tempo Ordinario – C’è solo un modo per conoscere Gesù come Figlio di Dio: per rivelazione del Padre. Questo ha portato il Battista dal dire «io non lo conoscevo» al proclamarlo e indicarlo a tutti come «l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo». Anche noi siamo chiamati a fare la stessa esperienza del Battista: dobbiamo metterci – docili – sotto l’azione dello Spirito Santo, che ci aiuta a proclamare «Gesù è Signore!» e ad indicarlo agli altri come il Salvatore.

Full immersion

Full immersion

Battesimo del Signore – La Liturgia ci chiama a stupirci ancora una volta davanti al mistero dell’Incarnazione. Dio non ha fatto il “turista” scendendo sulla terra, ma si è immerso totalmente nella nostra umanità, si è rivestito completamente della nostra miseria perché noi – grazie al Battesimo – potessimo fare il cammino inverso: spogliarci dell’uomo vecchio con le sue azioni e rivestirci del nuovo, ad immagine di Colui che lo ha creato.

andare incontro a Dio

Due o tre passi anche noi, no?

Epifania del Signore – Dio si è fatto uno di noi e ha assunto la nostra condizione di precarietà. Ci è venuto incontro e continua a farlo, in ogni svolta della nostra vita. Ma – per rispettare la libertà che ci ha donato – si ferma, ogni volta, giusto ad un passo dalla nostra soglia. E bussa, attende. Se vogliamo che l’incontro con l’umanità e la divinità di Cristo si realizzi, occorre che ci alziamo dalle poltrone del nostro comodo immobilismo e facciamo a nostra volta due o tre passi verso di Lui. Non come gli scribi di Gerusalemme, indifferenti alle Scritture, ma come i Magi d’Oriente, ferventi nel seguire la Stella.

Accampamento di tende

Il nostro è un Dio accampato

2a Domenica dopo Natale – Quando Dio si è incarnato ed è entrato nella nostra storia ha “fatto sul serio”. Non si è accontentato di diventare uomo, ma ha voluto condividere fino in fondo la nostra condizione di precarietà e provvisorietà. Dio ha «piantato la sua tenda tra noi», come un “accampato”, come un nomade, pronto a condividere il nostro “essere di passaggio”, per aiutarci a capire che la precarietà è la condizione di chi attende la vera dimora, la cittadinanza dei cieli.